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Che cosa sono i servizi ecosistemici forestali?  

14 Marzo 2025

Dall’assorbimento di CO2 al ruolo di fornitore per il sistema industriale, le foreste sono uno dei tanti ecosistemi che, tramite beni e servizi, risultano fondamentali per il supporto della vita sulla Terra.

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I servizi ecosistemici forestali, il cui ruolo per la collettività è spesso sottovalutato, rappresentano un patrimonio naturale imprescindibile che sta iniziando a ricevere la giusta attenzione, grazie a studi e iniziative sempre più numerose. Sebbene le foreste siano vitali per il nostro pianeta, garantendo una vasta gamma di benefici, molti di questi servizi rimangono invisibili o difficilmente quantificabili. In particolare, la capacità delle foreste di assorbire CO2, la loro funzione di regolazione del clima, la conservazione della biodiversità, il filtraggio delle acque e il supporto per le industrie che dipendono da prodotti forestali sono solo alcuni degli aspetti fondamentali che andrebbero meglio compresi e valorizzati. Solo ora, attraverso attività di enti e centri di ricerca, si sta cominciando a sviluppare una metodologia per misurare e monetizzare questi benefici, ponendo l’accento sulla necessità di preservare e gestire in modo sostenibile le risorse naturali che ci circondano. La quantificazione economica dei servizi ecosistemici forestali non solo permette di attribuire loro il giusto valore, ma diventa un passo cruciale per garantire che le generazioni future possano continuare a beneficiarne.

IL CAPITALE NATURALE

Per parlare di servizi ecosistemici è utile partire dalla definizione di Capitale Naturale, cioè un ampliamento del concetto economico del capitale ai beni forniti dalla natura. In breve, lo stock mondiale di risorse naturali: l’ambiente che ci circonda (il sottosuolo, la superficie, l’aria, l’acqua) e gli organismi viventi. Il termine è stato introdotto per monitorare e garantire la fornitura dei servizi ecosistemici cioè, secondo la definizione del Millennium Ecosystem Assessment (MEA), i “molteplici benefici forniti dagli ecosistemi al genere umano”.

 

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Laghi di Fusine

I SERVIZI ECOSISTEMICI

Il MEA è un progetto di ricerca dell’ONU che cerca di identificare i cambiamenti subiti dagli ecosistemi e sviluppare nuovi scenari per il futuro. Nel 2005 la ricerca ha identificato quattro categorie principali di servizi, divisi per gruppi funzionali: alla base ci sono quelli di supporto, in cui rientrano i servizi necessari per la produzione di tutti gli altri servizi ecosistemici come la formazione del suolo, il ciclo dei nutrienti e la produzione primaria di biomassa; quelli di approvvigionamento, ovvero di fornitura di prodotti ottenuti dagli ecosistemi quali cibo, acqua pura, fibre, combustibile, medicine; di regolazione di processi ecosistemici ad esempio in relazione al clima, al regime delle acque, all’azione di agenti patogeni; di valori culturali, cioè tutti quei benefici non materiali ottenuti dagli ecosistemi, per esempio socialità, senso etico e ricreativo. Per molti di questi servizi il valore economico non è contabilizzato sul mercato e, di conseguenza, sono eccessivamente utilizzati o inquinati.
Per fare un esempio di quanto siano importanti i benefici citati sopra, uno studio del 2012 pubblicato su Ecological Indicators stima che in Italia, ogni anno, gli ecosistemi eroghino beni e servizi pari ad un valore di 71,3 miliardi €*, mentre il Quinto Rapporto sullo Stato del Capitale Naturale in Italia (2022) racconta come la spesa ambientale negli undici anni dal 2010 al 2020 sia diminuita passando da circa 8,3 mld nel 2010 a circa 3 mld nel 2013 per poi risalire a quasi 9 mld nel 2020. L’aumento di 3,3 mld dal 2019 al 2020 è dovuto è dovuto al consistente stanziamento di risorse nel 2020 nei settori dei cambiamenti climatici, delle energie rinnovabili e dello sviluppo sostenibile.

Leggi anche A che punto siamo con le foreste in Italia?

 

I SERVIZI ECOSISTEMICI FORESTALI

I boschi e le foreste sono ecosistemi che garantiscono svariati benefici: forniscono prodotti come legname e frutti (servizi di approvvigionamento), aiutano la conservazione della biodiversità, la tutela del suolo e del tessuto idrogeologico, l’assorbimento di carbonio (di regolazione) e spesso hanno anche funzioni ricreative e turistiche (di valori culturali).
Nel momento in cui questi ecosistemi diventano fragili a causa della crescita – per numero e per intensità – degli eventi estremi causati dal cambiamento climatico, si innescano una serie di criticità che peggiorano lo stato di salute del bosco e dell’ecosistema in cui si inserisce più in generale. Un esempio di questo circolo vizioso è ad esempio l’aumento delle emissioni di carbonio a causa degli incendi boschivi, con possibili ricadute sulla salute sociale ed economica di un territorio, e una diminuzione della capacità di assorbimento nel breve periodo a causa della perdita della biomassa.
La tutela di questi ecosistemi e dei loro servizi è fondamentale: una gestione forestale sostenibile che rispetta i processi naturali e la biodiversità può aumentare la resilienza climatica e mantenere un alto tasso di assorbimento di CO2 (Art. 5 dell’Accordo di Parigi, 2015).

 

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Agordo

LIFE CO2PES&PEF

Per salvaguardare questi ecosistemi l’Unione Europea, nell’ambito del progetto LIFE, ha dato vita a LIFE CO2PES&PEF, di cui FederlegnoArredo è partner. Nato per la conservazione della foresta e dei suoi servizi, il progetto europeo ha come obbiettivo l’aumento dell’assorbimento di CO2, la riduzione delle perdite di carbonio per eventi estremi e la valorizzazione della crescita forestale, senza compromettere il loro ruolo di fornitore per il sistema industriale. Nello specifico, vuole supportare i sistemi forestali attraverso: l’identificazione di un set di servizi ecosistemici e la valutazione dei loro benefici, il monitoraggio e miglioramento delle filiere del legno e la creazione di un sistema di crediti ecosistemici per finanziare gli stessi servizi.
In Italia il progetto è stato sviluppato grazie a interventi in tre aree forestali pilota, in zone alpine e appenniniche: il Demanio Forestale Forlivese, il Consorzio Comunalie Parmensi e la proprietà Regionale di Fusine. Gli obiettivi sono: la creazione di un protocollo di validazione, che possa essere certificato al fine di tradurre i benefici considerati in “prodotti” con un valore monetario, e lo sviluppo di linee guida per alcuni prodotti del settore del legno ispirate alle Product Environmental Footprint Category Rules, PEFCR, che avranno lo scopo di supportare altre aziende e organizzazioni per ulteriori contributi nella metodologia.

 A CHI È RIVOLTO IL PROGETTO

I destinatari di LIFE CO2PEF&PES sono da un lato le aziende della filiera forestale (legno, carta e costruzioni), a cui è rivolta la valutazione dell’impronta ecologica dei propri prodotti, PEF (Product Environmental Footprint – PEF), per conoscerne l’impatto dell’intero ciclo di vita. Dall’altro ci sono le aziende produttrici, organizzazioni d’impresa, amministrazioni locali, parchi e aree protette, associazioni di categoria e imprese commerciali e di servizi, che possono essere interessate all’acquisto di servizi ecosistemici, valutati attraverso la metodologia PES (Payments for Ecosystem Services). Attraverso queste azioni il progetto permetterà di migliorare il sistema produttivo della filiera forestale e regolare una gestione forestale sostenibile.

Per scoprire di più sul progetto LIFE CO2PEF&PES visita la pagina dedicata.